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Stile
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Lo mwbastile è un concetto di ampia applicazione, utilizzato nel campo delle mwbqarti e delle mwbglettere, oltre che nella mwbwmoda, nell'mwcaarchitettura, nel mwcqdisegno industriale e nei mwcgfenomeni sociali.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
La teoria medievale distingueva tre diversi stili, a loro volta legati a tre tipologie differenti di genere letterario:
• alto o sublime (opere legate a grandi personaggi e che raccontano vicende importanti);
• medio (opere di personaggi e vicende di media importanza);
• basso o umile (personaggi di umile condizione e vicende quotidiane). Una caratteristica della nuova era, l'mwhqUmanesimo, è ben rappresentata da mwhgFrançois Rabelais che con mwhwmwiaGargantua e Pantagruel smantella le frontiere tra i vari stili conciliando lo stile alto con quello basso.
La scelta linguistica è quindi legata al mwiggenere, e riguarda il mwiwlessico, ma anche la scelta dei nomi da dare ai personaggi, le ambientazioni in cui far svolgere le vicende e gli argomenti. Ma una rottura si compie con mwjaDante (almeno secondo la lettura di mwjqErich Auerbach), che rifiuta un mwjglatino ormai sclerotizzato per lanciare il mwjwvolgare quale lingua nobile o comunque degna di trattare temi alti.
Il concetto di stile quindi si allarga e nel mwkqXVIII secolo va a significare quasi l'aspetto individuale dell'opera (tanto che mwkgBuffon dirà che "lo stile è l'uomo stesso"). Insomma, qualsiasi emozione procuri un cambiamento psichico corrisponde a un allontanamento dall'uso linguistico normale (e viceversa), anche se questo modo di dirlo è più moderno.
Le divisioni di stile secondo generi e intenzioni si sviliscono con le ricerche del mwlaXX secolo, in particolare con la distinzione mwlqsaussuriana tra "mwlglangue" e "mwlwparole", quando diventa chiaro che "ogni atto di mwmaparole costituisce, anche, una scelta fra un ventaglio di possibilità offerte dalla mwmqlangue"cite-ref-1[1] La mwngstilistica è allora quel campo che studia "il valore affettivo dei fatti del linguaggio organizzato, e l'azione reciproca dei fatti espressivi che concorrono a formare il sistema dei mezzi d'espressione d'una lingua"cite-ref-2[2]
Nella seconda metà del XX si afferma il concetto di stile non più come forma (derivante dall'idea che il linguaggio è un bene comune e altamente convenzionale) che si oppone al pensiero (solo luogo improntato di personalità), ma come combinazione di forma e contenuto che detta insieme pensiero ed espressionecite-ref-3[3]. Non è un caso che mwqaRaymond Queneau chiami mwqqmwqgEsercizi di stile una serie di cento racconti che variano attorno allo stesso breve accadimento ripetuto.
Descrizione
L'insieme dei tratti formali che individuano uno stile non sono fissi, ma tendono a modificarsi sia storicamente, sia geograficamente, mescolandosi e aprendo prospettive diverse all'analisi dello stile. L'attenzione allo stile però è tratto comune, avendo a che fare con nozioni variabili ma che vanno comunque individuatecite-ref-4[4]. In questo senso si parla di stile letterario, cinematografico, musicale, stile sportivo di un atleta, stile di un'mwsqacconciatura ecc. (come bagaglio di istruzioni tecniche, scelta degli argomenti del discorso, intonazione, gestualità, modo di produzione e altro).
Nell'arte
Nell'mwtaarte indica la forma costante di un individuo o di un gruppo di artisti. Nella mwtqstoria dell'arte serve per determinarne luogo di provenienza e datazione di un'opera e viene studiato nella sua mwtgstoria, ossia partendo dall'occasione formale che ne vide la nascita, proseguendo con la sua evoluzione e anche la sua eventuale conclusione, seguendo nel contempo tutti i rapporti tra le diverse scuole artistiche. In questo senso si può parlare di stile individuale o di scuola, legato alle tecniche artistiche e alle scelte attraverso le quali è identificabile un mwtwartista o un mwuamovimento artistico. In senso generale si può infatti parlare di stile romantico, gotico, barocco, rinascimentale ecc.
Lo stile così dato si viene a configurare come portatore di qualità precise che hanno in sé un mwugsignificato specifico, capace di definire valori sociali, morali e religiosi sia di un individuo sia di un'intera società, regolandosi in modo a volte normativo, diventando mwuwsegno di appartenenza a mwvacanone, di giudizio di mwvqgusto o maniera.
Nella letteratura
In letteratura, lo stile è un insieme di tratti formali che caratterizza il linguaggio di un autore, di un'opera, di un genere letterario, e che risulta da una scelta consapevole che si allontana dall'uso o dalla norma corrente.
Nella mwwqretorica antica per stile si intende più l'organizzazione dellmwwg'mwwwmwxaelocutio che la scelta dellmwxq'mwxgmwxwinventio e della mwyamwyqdispositiocite-ref-5[5], dando al concetto di stile un'idea di "ornamento" (con funzione di aumento di gradevolezza o di efficacia), legato alle mwzgfigure e ai mwzwtropi.
Note
cite-note-11. ↑ Segre, cit. p. 553.
cite-note-22. ↑ mwcqCharles Bally, mwcgTraité de stylistique française, Heidelberg: Winter, 1909, p. 1.
cite-note-33. ↑ mwdgRoland Barthes, mwdwIl grado zero della scrittura (1953), trad. Torino: Einaudi, 1982, p. 46.
cite-note-44. ↑ mwewCesare Segre, mwfaStile, cit., p. 549.
cite-note-55. ↑ Segre, cit., p. 550.
Bibliografia
• mwgwEnrico Castelnuovo, mwhaArte, industria, rivoluzioni, Torino 1985.
• mwhgBoris Ejchenbaum, "I problemi dello stile cinematografico" (1927), in mwhwGiorgio Kraiski (a cura di), mwiaI formalisti russi nel cinema, Milano: Garzanti, 1971, pp.mwiq 11–52.
• mwiwHenri Focillon, mwjaLa vita delle forme, Torino 1990.
• mwjgGeorge Kubler, mwjwLa forma del tempo, Torino 1976.
• Otto Pächt, mwkqMetodo e prassi nella storia dell'arte, Torino 1994.
• Brian Ray, mwkwStyle. An Introduction to History Theory Research and Pedagogy, Anderson, (South Carolina), Parlor Press, 2015.
• mwlqCesare Segre, "Stile", in mwlgEnciclopedia Einaudi, vol. 13, Torino, Einaudi, pp.mwlw 549–65.
• Meyer Shapiro, mwmqLo stile, Roma 1995.
• Raffaele Simongini, "Senza Stile" Scritti di teoria dell'arte. Edizioni ETS, Pisa 2017.
• mwnaIsabella Vincentini, "Grande Stile", in mwnqMario Perniola (a cura di) mwngL'aria si fa tesa. Per una filosofia del sentire presente, Costa e Nolan, mwnwGenova, mwoa1994: 72-80.
• Edgard Wind, mwogArte e anarchia, Milano 1986.
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikizionario
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itstile, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefei-stileVittorio Santoli, Stile, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
• citereftreccani-stileStile, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato l'11 gennaio 2015.